UNESCO progetto da 100 milioni per Napoli; svolta tecnologica, o ennesimo flop?


Il progetto di valorizzazione del sito UNESCO Centro storico di Napoli, proposto dalla regione Campania, prevede la riqualificazione di edifici storici abbandonati o sottoutilizzati e rappresenta una eccellente opportunità per attuare il necessario cambio di direzione nelle competenze del restauro architettonico di qualità.

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Queste le gare di appalto pubblicate dalla stazione unica appaltante, Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche della Campania e Molise;

  1. Murazione aragonese in località Porta Capuana: 1.500.000 euro 2. Castel Capuano: 5.000.000 euro 3. Complesso di Santa Maria della Pace: 7.000.000 euro 4. Insula del Duomo: 4.000.000 euro 5. Complesso di Santa Maria della Colonna 1.500.000 euro 6. Complesso dei Gerolomini: 7.700.000 euro 7. Complesso di San Lorenzo Maggiore: 3.000.000 euro 8. Complesso di San Paolo Maggiore: 4.000.000 euro 9. Complesso di San Gregorio Armeno ed ex Asilo Filangieri: 1.100.000 euro 10. Complesso dei Santi Severino e Sossio: 5.200.000 euro 11. Complesso di Santa Maria Maggiore – Cappella Pontano: 1.300.000 euro 12. Chiesa di Santa Pietro a Majella: 3.000.000 euro 13. Chiesa del Monte dei Poveri: 3.000.000 euro 14. Chiesa di San Pietro Martire: 2.000.000 euro 15. Chiesa di Santa Croce al Mercato: 500.000 euro 16. Cappella di San Tommaso a Capuana, Chiesa di Santa Maria del Rifugio (San Anna), Cappella di San Gennaro a Sedil Capuano, Chiesa di Sant’Andrea a Sedil Capuano, Chiesa di Santa Maria alla Sanità: 500.000 euro 17. Complessi Ospedalieri dell’Annunziata e dell’Ascalesi: 1.000.000 euro 18. Complesso dell’Ospedale degli Incurabili: 4.000.000 euro 19. Chiesa di Santissima Cosma e Damiano: 900.000 euro 20. Complesso di Santa Maria La Nova: 1.100.000 euro 21. Cappella Pignatelli: 700.000 euro 22. Tempio della Scorziata: 2.500.000 euro 23. Insula del Duomo (area archeologica): 1.500.000 euro 24. Complesso di San Lorenzo Maggiore (area archeologica): 1.000.000 euro 25. Teatro antico di Neapolis (area archeologica): 6.000.000 euro 26. Riqualificazione degli spazi urbani: 30.000.000 euro 27. Valorizzazione del sistema urbano: 1.000.000 euro

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Dietro l’attraente elenco di cifre, si scorgono ombre non trascurabili.

Tralascio gli innumerevoli aspetti burocratici, giuridici, storico/filologici, gestionali ed istituzionali dell’ambizioso progetto, permettendomi alcune considerazioni di carattere esclusivamente “tecnologico”.

Come opportunamente denunciato dell’ordine degli Architetti di Napoli, la procedura di gara del progetto, abolisce la competenza storica degli architetti sui temi propri del restauro architettonico.

Si è stabilita infatti l’esecuzione dei lavori sulla base del solo progetto definitivo, escludendo quindi tutti gli elaborati necessari alla comprensione ed alla conoscenza, fondamenti essenziali del progetto di restauro.

La comprensione della storia evolutiva del bene, l’analisi conoscitiva strutturale, l’individuazione di tutti i materiali presenti nella fabbrica e della descrizione del loro stato di conservazione e di degrado, vengono disattesi.

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In pratica il centro storico più esteso d’Europa dal 1995 nella lista UNESCO, rischia una “débâcle tecnologica” che non sarebbe una novità per la nostra città, come dimostrano cantieri come il Rione Terra a Pozzuoli, tanto per fare un esempio.

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Oppure gioielli architettonici come la villa Signorini ad Ercolano o la Casina Vanvitelliana del Fusaro mortificati da interventi errati.

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Gli elaborati definitivi posti a base di gara, redatti dai tecnici della Soprintendenza e del Comune, hanno carattere generico, contengono errori di computo e mancano delle indagini preliminari, quali il rilievo materico e le analisi del degrado.

Non sta certamente a me definire questi documenti non conformi alla normativa vigente, ma in essi sicuramente non si trovano le direttive necessarie a redigere esecutivi cantierabili, come dovrebbe essere.

Si notano evidenti difformità di qualità e compiutezza, tra la fin troppo esaustiva documentazione Nazionale, come il capitolato speciale d’appalto e la inconsistente documentazione territoriale, come i computi metrici inerenti i beni oggetto dei restauri.

In buona sostanza, l’onere globale di riconsiderare, rivalutare e risolvere ogni problematica tecnica esistente partendo quasi da zero, unitamente alla responsabilità di proporre soluzioni “esecutive” che rispondano a requisiti statici, di compatibilità chimico, fisica e meccanica dei materiali scelti, viene ribaltata completamente alle imprese ed ai tecnici partecipanti.

Ovviamente coloro dovranno anche garantire la massima durabilità degli interventi progettati, alfine di giustificare appieno un finanziamento Comunitario, ma tenendosi entro budget di spesa già previsti, dei quali a questo punto mi sfuggono le procedure di computo; ovverosia, conoscono i prezzi ma non cosa devono fare!

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Chiudo con un aspetto riservato agli appassionati del restauro.

Nei documenti che ho definito “territoriali”, non trovo una sola parola spesa alla fondamentale necessità di scongiurare (fortemente) l’impiego del materiale incompatibile per eccellenza (il dannoso cemento) negli interventi di risanamento di queste magnifiche fabbriche in tufo giallo Napoletano.

E non mi sembra un’ottima partenza.

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Sperando quindi in quella svolta tecnologica tanto attesa, ricordo alcuni titoli per i quali sono in grado di offrirvi la consulenza tecnica ai documenti di gara, completi di specifiche voci di capitolato e delle nuove analisi dei prezzi (np), oltre alla successiva eventuale vendita e fornitura direzionale, cioè direttamente dallo stabilimento di produzione al vostro cantiere, dei materiali scelti e alla assistenza in cantiere necessaria per la corretta posa;

• OPERAZIONI PRELIMINARI

• ASPORTAZIONI

• DISINFESTAZIONE BIOCIDA

• PULITURE

• IMPACCHI

• INTEGRAZIONI

• PRE CONSOLIDAMENTI

• CONSOLIDAMENTI

• RESTAURI

• PROTEZIONI

• MATERIALI LAPIDEI

• INTONACI

• RESINE EPOSSIDICHE

• RIPRISTINI

• SARCITURA LESIONI

• RICOSTRUZIONE

• DEUMIDIFICAZIONE

• RINFORZI

• TINTE AI SILICATI E GRASSELLI DI CALCE

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