Pavimenti in resina; belli e funzionali, ma… attenzione all’applicatore !


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Le più interessanti peculiarità delle resine

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L’impiego delle resine decorative per pavimentazioni, adatte ad un gran numero di contesti, è diventata una delle chiavi di svolta nell’innovazione architettonica in campo civile

Le resine a pavimento (o a parete) rappresentano sostanzialmente una soluzione gettata in opera cioè non  pre-realizzata come nel caso dei pavimenti in ceramica, monocottura, moquettes, pvc, laminati o parquet.

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Modellare una pavimentazione significa per certi versi personalizzarla rispetto a quelle che sono le esigenze e le caratteristiche nel luogo in cui la si posa.

Non esiste un pavimento in resina identico ad un altro e probabilmente replicare un pavimento è impossibile anche per lo stesso applicatore.

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Le resine applicata a pavimentazioni e pareti sono complici del nuovo gusto espresso dagli architetti che credono nel recupero di strutture commerciali e civili in un modello di “Interior Design” ideato per essere alla moda ma anche pratico e resistente nel tempo.

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Scegliere un pavimento in resina significa intraprendere un percorso progettuale che porta alla realizzazione di una soluzione unica ed irripetibile, dovuta al processo applicativo operato dall’applicatore ed alle esigenze estetiche e prestazionali richieste dal cliente.

Nate negli anni 70 per ambiti industriali, le resine sono divenute la soluzione adatte a pavimentare locali pubblici, centri commerciali, aree residenziali, sale convegno, palestre, campi sportivi, negozi, alberghi, ristoranti, metropolitane, aeroporti, università, ospedali e con prepotenza nell’ultimo decennio, per le abitazioni civili.

 

Le resine a pavimento non rappresentano solo praticità ma anche risparmio, l’apparente alto prezzo iniziale viene infatti rapidamente ammortizzato grazie ai notevoli vantaggi prestazionali.

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Ma come ben insegna quella passata esperienza, il tallone di Achille di questa tecnologia è l’applicazione o meglio il singolo applicatore

Nel caso dei pavimenti finiti, come per esempio le piastrelle, l’applicatore deve essere bravo ma per posare una resina questo requisito da solo non è sufficiente.

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Lo staff che posa una resina deve essere in unico, tecnico, chimico ed esperto applicatore, deve inquadrare esattamente la condizione di posa ed il relativo supporto, deve conoscere perfettamente il prodotto da posare i suoi limiti e le performance possibili.

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Che sia verniciato, spatolato, autolivellante, multistrato o corazzato, che sia colorato, riflettente a specchio o opaco come il cemento una pavimentazione in resina va sempre progettata e non solo posata, solo allora la soluzione può diventare anche una opera d’arte da vivere nella sua unicità.

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Vantaggi delle resine

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  • A differenze di altre tipologie, il pavimento in resina può essere installato senza che necessariamente debba essere rimosso quello esistente
  • Vengono meno quindi i disagi per polvere e calcinacci, evitando le rilevanti spese per lo smaltimento, oltre a ridurre i tempi di realizzazione e di consegna lavoro

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  • Monolitico e estremamente sottile senza soluzione di continuità non obbliga al taglio di porte e portefinestre inserendosi nelle quote esistenti.
  • Libertà di progettazione per l’Architetto, libero dal rispettare alcun vincolo tecnico, dal momento che un pavimento in resina offre una duttilità praticamente totale.
  • Assenza di manutenzione

  • Se correttamente posati restano duraturi nel tempo, come testimonia l’utilizzo in ambito industriale, con la possibilità di rinnovarli ogni 8-10 anni in maniera analoga ai pavimenti in legno, vale a dire carteggiando e applicando nuova resina.
  • È una soluzione assolutamente igienica, senza giunti e/o fughe che sono accumulo di sporcizia, quindi una ottima protezione contro muffe, umidità e agenti batterici, semplificando le fasi di pulizia

  • Sono inodori, atossiche e non presentano emissioni nocive (rispondendo alle più elevate esigenze di legge in caso di contatti con alimenti)
  • Innumerevoli varianti, infinite soluzioni cromatiche e di trama, per realizzare ogni genere di ambientazione classica e moderna o per personalizzabile secondo i propri gusti o il tipo di arredamento
  • In un pavimento in resina è possibile inserire sotto l’ultimo strato trasparente elementi decorativi e mosaici personalizzanti o disegnare qualsiasi cosa

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  • Applicabile non solo a pavimento ma anche a parete o su elementi di arredo in muratura intonacata o calcestruzzo, può essere rinnovato nella parte esterna qualora subisca danni.

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  • Idrorepellenti ed oleorepellenti o totalmente impermeabile adatte anche per cucine e bagno o per il box doccia oppure traspiranti con struttura molecolare aperta per permettere il passaggio del vapore acqueo

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  • Il basso spessore, l’alta conducibilità termica e la sua elasticità garantiscono piena compatibilità con la presenza di sistemi radianti a pavimento, non generando fessurazioni a causa di sbalzi termici
  • Le finiture trasparenti protettive permettono di ricreare superfici con diverso grado di brillantezza, da lucido ad opaco, con un grado che copre un ampio spettro della scala Gloss (da 2% a 98%) e possono inglobare nello spessore fotografie, pietre, foglie, decorazioni o loghi commerciali
  • Resistenza al fuoco, la maggior parte delle resine è in classe 1

Svantaggi

  • È necessaria la presenza di un tecnologo per la scelta del sistema più adatto e per la corretta preparazione dei supporti, oltre alla manodopera altamente specializzata per l’applicazione, aspetti che possono valere l’80% del risultato finale, anche rispetto alla qualità del prodotto impiegato

  • Limitata resistenza ai raggi UV, che ne determinano l’ingiallimento precoce applicati all’esterno. (poliuretaniche e cementizie/acriliche non soffrono di questo problema)
  • Soggette ad usura e invecchiamento, possono graffiarsi e  essere vulnerabili a fenomeni di umidità di risalita, anche se in alcuni casi i segni del tempo aumentano il fascino dando un aspetto vissuto su un materiale “tecnico” come la resina, creando un effetto di degrado vintage

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Nota: I segni del tempo sono più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi a differenza di quanto accade, ad esempio per un pavimento spatolato e opaco

  • Se progettati e applicati male possono risultare scivolosi (nonostante le resine siano lisce godono di un ottimo grip, che, su specifica richiesta del cliente può essere accentuato creando vere e proprie superfici antisdrucciolo)

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  • L’utilizzo di cere non appropriate o la pulizia del pavimento in resina con prodotti aggressivi può danneggiare lo strato di finitura, che deve essere asportato e rinnovato
  • Se per grandi superfici il costo è contenuto, il pavimento in resina può non essere economicamente conveniente per superfici inferiori a 50 mq

Accortezze; evitare il fai da te o con applicatori improvvisati e senza esperienza

Principali aspetti della corretta posa 

  • Valutazione del supporto
  • Preparazione del sottofondo
  • scelta del prodotto adatto
  • Tipo e dosaggio inerti
  • Corretti tempi di posa
  • Valutazione dell’ambiente ed il microclima dove si intende operare

Quando costa un pavimento in resina

I prezzi di realizzazione sono particolarmente sensibili a parametri come le quantità (metratura) da realizzare, la logistica del cantiere, le condizioni del supporto, dalla professionalità del posatore e della complessità della soluzione scelta.

Volendo dare delle indicazioni di massima, posso dire che un prezzo medio è intorno agli 80/90 euro a mq, che può scendere fino a 15 euro per una verniciatura “fai da te” (sconsigliabile), a 40 euro per pavimenti monocromatici in basso spessore o salire gradualmente fino a 150 euro al mq in funzione della complessità e delle prestazionali della soluzione scelta.

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Tipi di resina

RESINE EPOSSIDICHE

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La resina principe del settore è senza dubbio l’epossidica, molto resistente generalmente utilizzata per i pavimenti corazzati, è in grado di resistere a trazioni meccaniche, urti e usura.

Adatta al contatto alimentare, si riduce molto poco durante l’asciugatura e non si rovina neanche con il passare del tempo, anche se tende all’ingiallimento e risente delle basse temperature.

RESINE POLIURETANICHE

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Le resine poliuretaniche sono consigliate con qualsiasi tipologia di supporto, sono particolarmente elastiche, presentano una buona resistenza ai raggi U.V. ed alla luce e una scarsissima proliferazione batterica.

Di contro comportano qualche maggiore problema di posa risentendo dell’umidità dell’aria e del supporto e in fase di asciugatura, rendendo necessaria maggiore attenzione per la posa e per la mescola con il componente indurente.

RESINE METACRILICHE

Le resine metacrilate vengono ancora utilizzate in campo industriale e infrastrutturale per la loro rapidità di esercizio e mesa in opera, per l’elasticità e la resistenza alle basse temperature.

Non adatte all’uso civile per l’odore pungente e persistente e per i tempi brevissimi di applicazione.

RESINE ACRILICHE

Le resine acriliche non presentano buone resistenze meccaniche e chimiche, generalmente possono essere impiegate per la verniciatura di asfalti presentando una buona stabilità del colore ai raggi U.V.

RESINE POLIURETANICHE/CEMENTO

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Questa interessante soluzione presenta il vantaggio dell’economicità quando risulta necessario realizzare alti spessori, ha una buona resistenza meccanica e una sufficiente elasticità, sono di facile manutenzione e risultano adatte in ambienti con alta presenza di acqua come caseifici cantine etc etc.

Di contro hanno bisogno di applicatori particolarmente specializzati e di una lunga preparazione.

Manutenzione e pulizia dei pavimenti in resina

Una corretta pulizia ordinaria e straordinaria, così come un trattamento protettivo, costituiscono i rimedi più immediati per mantenere lo splendore originario dei pavimenti e dei rivestimenti in resina.

La pulizia e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle superfici resinose risulta di facile esecuzione ma deve essere eseguita con delle accortezze.

La resina a differenza delle altre tipologie di materiali, non assorbe liquidi, ma li mantiene in superficie e questo può essere causa di possibile scivolamento per chi transita sulla superficie bagnata.

Una delle problematiche ricorrenti per i rivestimenti in resina è costituita dai graffi presenti in superficie, risolvibili per mezzo una normale manutenzione, eseguibile mediante cere auto lucidanti.

Nelle zone di maggiore traffico è bene posizionare uno zerbino al fine di espellere dalla suola delle scarpe sporcizia o eventuali sassolini che potrebbero intaccare la superficie liscia e lucida.

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È consigliabile, inoltre, evitare di trascinare mobili pesanti sulla superficie in resina, limitare gli urti con gli oggetti pesanti e appuntiti  e posizionare feltrini ai piedi delle sedie così da non tracciare strisciate sulla superficie in resina.

Per effettuare la prima pulizia, dopo l’applicazione, è consigliabile eseguire il trattamento di detersione su una porzione limitata dell’intera superficie in resina.

La pulizia ordinaria delle superfici monolitiche in resina viene effettuata mediante un panno morbido, ad esempio uno straccio lavapavimenti, oppure con una macchina che aspira le sostanze liquide e che, allo stesso tempo, sia capace di asciugare mediante un feltro morbido, evitando sempre attrezzi abrasivi.

È importante, inoltre, non usare detergenti aggressivi, acidi o molto schiumosi, poiché, come è noto, la resina è un materiale idrorepellente, dunque non è in grado di assorbire lo sporco.

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Eliminare la polvere o i residui vari spazzando le superfici, utilizzando la scopa oppure l’aspirapolvere, lavare con acqua e detergente, ricordandosi di impiegare sempre panni morbidi, non abrasivi e detergenti non acidi e particolarmente aggressivi.

Asciugare la superficie in resina, passando un panno morbido e asciutto, tenendo conto che è sempre una buona abitudine far arieggiare i locali, al fine di eliminare qualsiasi traccia di umidità e di acqua.

Impiegare le cere protettive aiuta a conferire alla superficie resinosa quella particolare lucentezza e uniformità, ma al contempo, anche di eliminare qualsiasi porosità causa di un possibile accumulo di sporcizia.

Nel caso di manutenzione straordinaria, è indispensabile ricorrere ad un trattamento di ceratura in emulsione, con una frequenza di almeno una volta ogni 5/10 anni, per i primi periodi, per poi intensificarla o limitarla in base alla tipologia di traffico pedonale o di carico a cui è sottoposta la pavimentazione.

È consigliabile stendere la cera impiegando un panno morbido e asciutto o mediante un attrezzo spandi cera, proprio per evitare le striature sulla superficie lucidata a cera. La cera deve essere versata sulla superficie in piccole quantità e distribuita in maniera uniforme.

È consigliabile lucidare più intensamente le porzioni di superficie che sono maggiormente sottoposte a traffico pedonale o ad un costante carico, al fine di eliminare qualsiasi porosità e consentire di respingere a lungo lo sporco e la formazione di batteri.

Le macchie o le rigature nere sono facilmente eliminabili mediante un trattamento di pulizia e smacchiatura localizzata, senza perciò coinvolgere l’intera superficie.

Qualora, però, il problema della superficie in resina non è la perdita di lucentezza, ma riguarda evidenti tracce di grasso, in questo caso, è necessario ricorre all’impiego di detergenti mirati (pur sempre indicati dal produttore) e rimuovere lo sporco con una spazzola di saggina.

Galleria applicazioni

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