Contenuto di cristalli di sali solubili nei manufatti lapidei faccia vista: valori “sicuri” per la conservazione o “di rischio” per il deterioramento? L’intervento ideale, barriera / estrazione / protezione


Non è una novità che il rischio di deterioramento di un lapideo non intonacato è quasi sempre (escluso fattori naturali quali il gelo, le escursioni termiche ed idriche, attacchi fungini, ecc.) proporzionale alla quantità percentuale in peso di cristalli di sali solubili dannosi accumulati negli anni, dall’evaporazione nei primi 8-10 mm della superficie.

Il comune buonsenso e le osservazioni sul campo indicano che al di sopra dello zero, (dove “zero” significa “zero Sali” e “zero rischi di degrado”), vi sia una percentuale abbastanza “sicura”, al di sotto della quale non vi è rischio di degrado del materiale.

IMG_1427Le quantità di sali presenti possono essere misurate con precisione mediante una analisi condotta in laboratorio su campioni di circa 30 grammi di materiale prelevato nei primi 8-10  mm dalla superficie ed analizzati esclusivamente mediante cromatografia Ionica secondo UNI  11087 “Beni culturali – specie ioniche”, al fine di stabilire le quantità in percentuale di peso dei  singoli ioni. Gli anioni Cloruri, Solfati, Nitrati e, quando occorre, anche i cationi Sodio,  Potassio, Magnesio, Calcio.  Sommandoli tutti si ottiene il valore di “sali totali presenti”.

L’analisi mediante Conduttività, indicata quale analisi principale nella UNI 11087 e nella CNT-146 Europea, non è in grado di restituire valori in reali percentuali di peso, pertanto il  suo impiego è maggiormente adatto solo per misure comparative, ossia in diversi punti nello stesso momento, oppure in diversi momenti temporali nello stesso punto.

PARAMETRI CONTENUTO SALI

Per valutare il grado di “pericolosità” o di “sicurezza” del contenuto di sali solubili dannosi in una muratura o in un manufatto, sono in uso due parametri, entrambe empirici, in quanto dette cifre non sono ottenibili con esperimenti da laboratorio:

Parametro n° 1 – In base ai soli anioni Cl, SO4, NO3

(utilizzato negli standard Tedeschi, Francesi e Austriaci) nelle:

  • WTA tedesco nella Tabella 8 in Merkblatt 4-5-99/D
  • Direttiva per il restauro di tutte le murature emanata dal Ministero per la Cultura Francese nel 2006
  • ONORM 3351 austriaca del 2010

La seguente tabella elenca cifre di sintesi ragionata degli Standard sopra menzionati, supportata dall’esperienza diretta sul campo:

Tabella 1

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Parametro n° 2 – Standard in base ai sali totali anioni Cl,  SO4,  NO3, più cationi  Na, K, Mg, Ca

Il rischio, può quindi essere esaminato anche da un altro punto di vista.

Considerando che in un substrato contaminato, non si trova mai una singola tipologia di sale, è molto importante sottolineare che il deterioramento causato da un sale varia a seconda dalla contemporanea presenza e della proporzione in percentuale di altri sali.

Il deterioramento finale di un manufatto lapideo analizzato, può quindi validamente essere messo in relazione al contenuto totale di sali.

Questa seconda tipologia di analisi, che comprende nella sua interezza anche la prima, permette  una “migliore” valutazione della loro reale pericolosità.

Per esempio, un’alta quantità di solfati viene “considerata” non calcolata di modesta pericolosità se associati a calcio come gesso, oppure di alta pericolosità se associati a del Sodio.

Questo secondo approccio è stato adottato da molti progettisti per restauri facenti capo al nostro Ministero per i Beni e le Attività Culturali come dal seguente Estratto dal Capitolato Speciale per il Restauro Architettonico. Ed. DEI 2010.

Art. 7- Pulitura mediante impacchi.

7.1 Pulitura mediante impacchi assorbenti a base di acqua (estrazione di sali solubili mediante applicazione di compresse assorbenti ) “Avvertenze. L’abbassamento del contenuto salino totale del muro sotto allo 0,20% garantisce che il muro è sano, e rimarrà tale se non entrano nuovi Sali. Il degrado e i danni si presenteranno in proporzione alla quantità percentuale in peso dei sali totali presenti nel muro.  Il contenuto salino del muro potrà essere verificato da analisi di laboratorio su campioni secondo la norma UNI 11087 Beni Culturali “Materiali lapidei naturali ed artificiali. Determinazione del contenuto di sali solubili. Specie ioniche” L’abbassamento del contenuto salino totale del muro sotto allo 0,20% garantisce che il muro è sano e rimarrà tale se non entrano nuovi sali”.

Tabella 2

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Nota;

Le analisi della Tabella 2 hanno un costo maggiore ma rappresentano l’analisi ideale. In termini pratici, converrebbe eseguire una prima analisi completa secondo Tabella 2 e le successive per la verifica del risanamento, secondo Tabella 1.

maschioBastione sud – Maschio Angioino, Napoli

Come è arrivata una tale quantità di Sali a quell’altezza? Piogge acide, dilavamento dei conci,  forse si, ma non solo. Probabilmente una significativa percentuale di questi sali visibili (nitrati)  viene quotidianamente prodotta in sito da migliaia di piccioni che nel mentre sono impegnati  ad ammirare il panorama Napoletano, espletano i lori bisogni fisiologici sul terrazzo, cosicchè i nitrati costituenti il guano disciolti con la pioggia, dilavano e imbibiscono il piperno dall’interno, affiorano verso la superficie esterna, dove cristallizzando disgregano il materiale.

L’intervento ideale; barriera / estrazione / protezione in caso risalita

Per esperienze acquisite e per la logica del risanamento conservativo, l’intervento ideale “globale” su di un manufatto lapideo faccia vista degradato da cristalli di sali generati da acqua in risalita, dovrebbe prevedere in primis la realizzazione di una efficace e durevole barriera alla risalita per ascendenza di acqua e Sali.

Entro poche settimane si dovrebbe quindi procedere con l’estrazione dei sali accumulati in superficie dall’asciugatura del muro con un bioestrattore e solo successivamente eventualmente consolidare e proteggere il supporto con prodotti di ultima generazione come il silicato di litio in soluzione acquosa, provando in sito la corretta concentrazione attraverso verifiche specifiche.

Barriera chimico/fisica a “fusione”

SAFF® SISTEMA BREVETTATO A FUSIONE DI CERE NATURALI PER LA DEUMIDIFICAZIONE FISICA DELLE MURATURE AFFETTE DA UMIDITA’ DA RISALITA CAPILLARE

Nel 1985 è stata condotta una ricerca relativa ad un rivoluzionario metodo di barriera chimica anti umido che introducesse oltre alla chimica, il concetto di “barriera fisica”, quindi definitiva, con l’impiego a fusione di SOLIWAX composto da cere naturali.

saffIl metodo denominato SAFF ® coperto da brevetto di proprietà della Grandisol srl, è attualmente l’unico sistema di barriera anti umido per murature, totalmente reversibile e con proprietà fisico-chimiche.

saff2Unità di potenza T248: composta da uno o più mobili di metallo contenti in uno speciale  trasformatore, in versione da 1000 a 20000 Watt, il sistema lavora a 48 Volt. I cavi di alimentazione  e gli allacciamenti tra le resistenze sono dimensionati per la massima sicurezza e per l’assenza  assoluta di surriscaldamento. Ogni T248 è agevolmente trasportabile ed è dotato di pannello di  controllo per la verifica del regolare funzionamento dell’impianto.

I primi lavori realizzati su edifici di culto di particolare pregio storico, come la Chiesa di S. Maria ad Oleggio (intervento del 1985), l’archivio di stato di Mantova (intervento del 1986), la chiesa del Bramante e la chiesa di S. Bonaventura a Roma (interventi del 1990) l’Arciconfraternita della misericordia a Montecatini (intervento del 1991), l’Abbazia di Montecatini (intervento del 1993), dopo oltre 20 anni dimostrano la totale efficacia della barriera SAFF rimasta inalterata e in grado di evitare qualsiasi degrado della murature soprastanti.

Perche SAFF ®

È l’unico sistema che utilizza una sostanza solida per la formazione di una barriera anti capillare senza taglio meccanico del muro.

Il veicolo solvente utilizzato è il calore, assolutamente non inquinante.

La barriera creata non è solo chimica ma chimico-fisica, poiché, occludendo i capillari, forma una massa omogenea solidale con la struttura del materiale impregnato.

Come funziona SAFF ®

Il veicolo solvente – calore porta la massa di prodotto anti capillare SOLIWAX allo stato fuso, e ad una conseguente sua fluidità simile a quella dell’ acqua: è lo stesso tipo di solvente/calore che provvede a preparare il tratto di muro a ricevere il SOLIWAX liquido, portandolo alla temperatura idonea ed in equilibrio con quella del prodotto fuso impregnando uniformemente il volume del muro riscaldato.

In caso di vuoti il SOLIWAX per solidificazione, raggiungendo le zone fredde esterne alla fascia termica si auto tampona.

saff3SOLIWAX è una speciale miscela (solida a temperatura ambiente), a base di alcani e resine  naturali, additivate di agenti inorganici plastificanti, antiossidanti e fluidificanti. SOLIWAX è  insapore, atossico, inattaccabile dagli acidi e dalle basi forti. Il suo peso specifico è di circa  0,900 a 20 gradi centigradi, e si presenta in particolare forma adatta ad una rapida fusione alla  temperatura di circa 65 gradi centigradi. Il passaggio dallo stato liquido allo stato solido (per  semplice raffreddamento) avviene con una lieve contrazione di volume che, quindi, non  provoca nelle strutture impregnate alcun tipo di pressione nei capillari. La sua plasticità non  altera la struttura del muro, mentre il suo potere adesivo permette la formazione di una fascia  impermeabile resistente anche sotto forte pressione negativa.

Vantaggi del sistema SAFF ®

  • Assenza di prodotti volatili inquinanti
  • Asciugatura già in fase di iniezione
  • Controllo visivo della omogeneità dell’impregnazione
  • Contenuto solido al 100%
  • Totalmente naturale e atossico
  • Nessun solvente inquinante
  • Resistenza assoluta agli aggressivi chimici presenti nel muro
  • Aumento della consistenza della zona trattata
  • Inamovibilità della barriera anche sotto forte spinta di falda
  • Economicità e rapidità del ripristino delle finiture
  • Accelerazione del processo di asciugatura
  • Resistenza della barriera alle spinte dell’ acqua
  • Assoluta resistenza ai sali presenti nel muro
  • Applicabile su qualsiasi tipo di muratura, anche cls
  • Reversibilità della barriera

Estrazione dei sali accumulati

Il Tampone Antisale – Calchèra San Giorgio, è un intonaco di sacrificio in polvere, macroporoso, ad alta superficie specifica composto di argilla cruda e silicati di alluminio idrati, espansi, selezionati nella idonea granulometria, in curva continua.

CAMPI DI APPLICAZIONE Il Tampone Antisale – Calchèra San Giorgio è stato appositamente formulato per l’estrazione dei sali idrosolubili da murature in pietra, mattoni, tufo o mista, interessate da umidità di risalita capillare. Per interventi di recupero su edifici storici.

PREPARAZIONE DEL SUPPORTO Bagnare abbondantemente il supporto prima dell’applicazione, per mettere in soluzione i sali.

MISCELAZIONE Impastare ogni sacco da 10 Kg con circa 6 litri d’acqua pulita ovvero il 60% circa del peso della polvere. La miscelazione va eseguita in betoniera a bicchiere o con apposita impastatrice. È sconsigliata la miscelazione a mano.

APPLICAZIONE Applicare l’intonaco manualmente con la cazzuola oppure mediante l’utilizzo di macchina intonacatrice, in più passate consecutive fino al raggiungimento dello spessore di 5 cm circa, coprendo completamente la muratura. Si attenda la completa essicazione del tampone e si proceda con la rimozione manualmente con spatola o raschietto (senza bagnare). Il tampone rimosso contiene i sali migrati al suo interno.

TEMPERATURA DI APPLICAZIONE Applicare a temperature ambiente e del supporto comprese tra +5°C e + 35°C in assenza di vento

coDesalinizzare per salvare si può; ogni anno l’attacco da sali causa perdite enormi al nostro  patrimonio storico. Il Tampone Antisale – Calchèra San Giorgio è stato formulato appositamente per desalinizzare onde conservare, risanare o  restaurare mattoni, pietre, intonaci decorati o non, pavimenti, mosaici, etc, storici e  archeologici. 

CONSUMO 16 – 18 Kg/m² per 5 cm di spessore

CARATTERISTICHE TECNICHE Forma: Polvere Colore: Ambrato Granulometria UNI EN 1015-1: da 0 a 5 mm Massa volumica apparente della malta essiccata UNI EN 1015-10: 320 Kg/m3 pH: 8 Reazione al fuoco: Classe A1

CONFEZIONE Sacchi da 10 Kg

STOCCAGGIO Conservare con il sacco integro in luogo fresco ed asciutto, al riparo da umidità, pioggia, gelo o elevate fonti di calore. Applicare entro 12 mesi dalla data di produzione.

AVVERTENZE Prodotto per uso professionale. Consultare la scheda di sicurezza prima dell’utilizzo.

 

Consolidante al silicato di litio in soluzione acquosa

Tutte le voci inserite nelle tariffe regionali comprese quelle del ministero dei beni culturali e architettonici si riferiscono alle vecchie formulazioni in silicato di etile o copolimeri acrilici.

Per supporti in pietre naturali e manufatti edili assorbenti la nuova formulazione ACQUACONS BIO della CIR CHIMICA a base di specifici silicati di litio e biocidi in soluzione acquosa, risulta particolarmente indicata per il consolidamento di tutti i supporti lapidei e manufatti assorbenti che presentano fenomeni di sfarinamento e/o de coesione, sia superficiale che profonda.

aqCapitolato: Consolidante a base di silicato di litio e biocidi in soluzione acquosa, specifico per supporti  lapidei e manufatti edili assorbenti (tipo ACQUACONS BIO della CIR). Tale consolidante non  deve alterare l’aspetto cromatico del supporto, deve presentare un buon grado di penetrazione  nel supporto, lasciarne inalterata la traspirazione ed essere facilmente applicabile a pennello e  a spruzzo. Deve essere corredato di scheda di sicurezza a 16 sezioni come richiesto dalla  normativa in vigore.

In seguito ad una reazione con l’umidità atmosferica, il principio attivo si trasforma in gel di silice che in seguito agisce da legante del materiale de coeso.

Il prodotto presenta un buon grado di penetrazione permettendo di consolidare il materiale fino in profondità; inoltre, la sua applicazione non modifica la traspirabilità del supporto e non ne diminuisce la permeabilità al vapore d’acqua.

ACQUACONS BIO non modifica l’aspetto cromatico dei materiali trattati e presenta elevata resistenza ai raggi UV.

Applicare ACQUACONS BIO solo sulle zone da consolidare di superfici assorbenti, pulite ed asciutte che presentino importanti fenomeni di disgregazione e de coesione del materiale lapideo.

Il prodotto, già pronto all’uso, può essere applicato, secondo le necessità, servendosi di pennello morbido in fibre naturali o vaporizzatore a bassa pressione.

Il prodotto può essere applicato in un’unica mano fino a completa saturazione del supporto oppure in due mani “bagnato su bagnato”.

Applicare in maniera uniforme evitando ristagni superficiali di prodotto. Attendere almeno 10/15 giorni al fine di verificare l’efficacia del trattamento e di applicare, eventualmente, successivi protettivi.

Effettuare dei test preliminari sulla superficie da trattare al fine di evitare possibili effetti indesiderati.

  • Aspetto: liquido incolore
  • Peso Specifico: 1,04 Kg/l ± 0,1
  • Confezioni: taniche in plastica da 2 / 5 / 10 litri

A titolo indicativo 4-8 mq/l di prodotto (trattamento completo).

Avvertenze

  • Prodotto destinato ad uso professionale.
  • Temperature d’impiego +5°C/+35°C
  • Proteggere accuratamente le superfici alle quali il prodotto non è destinato.
  • Non applicare in condizioni di forte umidità, di pioggia imminente o di pieno sole.
  • Equipaggiare gli operatori come previsto dalle vigenti norme di sicurezza.
  • Ventilare adeguatamente i locali chiusi durante l’utilizzo del prodotto.

Per qualsiasi informazione, sopralluogo in cantiere e studio di fattibilità, analisi diagnostica, acquisto materiali e attrezzature agenzia lancellottirestauro.com ai numeri telefonici 335 620.22.21 – 081 8390314 – lancellotti@edilan.itwww.lancellottirestauro.com

Documentazione utile;

CATALOGO SAFF 2015 nuovo

acquacons_bio

 

 

 

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