Ciclo risanante antisalino a calce aerea e pozzolana; un DNA di oltre 25 secoli


L’unico sistema deumidificante di risanamento salino per murature in tufo a base di malta idraulica di calce aerea e pozzolana reattiva (zeolite)

Presente nel prezzario Regione Campania (articolo R.05.60.62)

Documenti utili di progetto;

  1. Analisi del prezzo di capitolato; III 07 – Ciclo deumidificante a calce pozzolana con barriera antisale e intonaco deumidificante
  2. Schema applicativo; Intervento su muro-Layout26
  3. Schede tecniche; boiacca antisale     intonaco d     intonachino tf     tinta calce
  • BOIACCA ANTISALE
  • INTONACO D
  • INTONACHINO TF
  • TINTA CALCE

componenti

  • Modulo elastico compatibile con il tufo
  • Alta produttività con applicazione a spruzzo
  • Accettato da tutte le Soprintendenze
  • Sistema certificato
  • Il ciclo CRC ha funzionato e funziona sempre

ciclo

26-09-2015 11-46-55

Evita i fallimenti dei sistemi cementizi grigi e bianchi

La corretta progettazione degli interventi presuppone la scelta di materiali perfettamente compatibili con il tufo dal punto di vista chimico, fisico e meccanico.

L’obiettivo è quello di ridurre i fallimenti applicativi dei prodotti cementizi (e anche di alcune calci NHL) non adatti alle nostre murature in tufo, fallimenti che in questo campo probabilmente ogni singolo professionista ha più o meno sulla propria coscienza professionale, come dimostrano queste foto;

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Quindi la consulenza progettuale nella scelta del ciclo adatto è un’attività fondamentale, che viene offerta dall’agenzia lancellottirestauro.com, come l’eventuale analisi dei materiali originari e/o del degrado in atto e la ricerca e la quantizzazione della tipologia e quantità dei sali presenti.

Siamo anche in grado di creare nuovi prodotti “custom” per esigenze specifiche, come per le malte strutturali da impiegare nel consolidamento murario, nelle porzioni murarie dove oltre il problema statico insiste anche la problematica dell’ascendenza.

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Sali; importanza e classificazione

sali

Negli intonaci porosi dei vecchi muri umidi la zona di separazione fra umido e asciutto, è spesso segnata dalla erosione della malta dovuta alla frantumazione superficiale, per pressione dei sali che cristallizzano, aumentando notevolmente il loro volume, dentro i canalicoli capillari quando si alternano periodi di prosciugamento, che concentrano le soluzioni, con periodi di imbibizione che ridisciolgono i sali.

La causa agente è sempre l’umidità che fa da veicolo ai sali solubili.

Le bianche “barbe” ad andamento irregolare, sono dovute alla cristallizzazione di sali migrati che si presentano quasi sempre tutti insieme alla stazione d’arrivo dell’umidità.

Contrariamente alla errata attribuzione di queste efflorescenze al “salnitro”, il componente principale è il solfato di magnesio, sale che ha la massima attitudine migratoria, ma vi sono presenti anche solfati di calcio e di sodio, cloruri presenti nelle zone marittime e raramente i nitrati (zone stalle/pozzi neri/ fognature).

Chimicamente il vero salnitro è il solo nitrato potassico, non deliquescente, che costituiva un tempo l’elemento base delle polveri da sparo.

I sali solubili possono trovarsi presenti come carica originaria nel mattone, nel pietrame o nella malta, oppure come assortiti dal suolo insieme all’umidità ascendente.

Nel primo caso la loro quantità è limitata, nel secondo caso, purtroppo, è inesauribile.

Supporto diagnostico

diagnostica

ASSISTENZA ALLA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI

CONSULENZA NELLA SCELTA DEI MATERIALI DA IMPIEGARE

ATTIVITA’ DI CONTROLLO SUI MATERIALI

PROGETTAZIONE DI NUOVI PRODOTTI PER ESIGENZE SPECIFICHE

L’ESPERIENZA DI TECNOLOGI ED OPERATORI SPECIALIZZATI

Supporto diagnostico e tecnologico alle decisioni di chi opera nel campo del restauro conservativo di edifici storici.

L’offerta si prefigge di coadiuvare i tecnici nell’elaborazione del progetto di recupero edilizio, definendo elementi di conoscenza riferiti a campi diversificati con approccio interdisciplinare integrato a problematiche progettuali ed esecutive.

La diagnostica su basi scientifiche delle raccomandazioni UNI – NorMaL per il restauro ed il recupero conservativo, sono indispensabili per fornire al progettista informazioni relative al quadro conoscitivo generale, grado di conservazione, meccanismi ed entità del degrado, tecniche originali adottate, sovra missioni, trasformazioni materiche, cromatiche e chimiche.

Dall’attività di diagnostica discendono indicazioni tecniche e proposte metodologiche di restauro a carattere storico, tecnico ed economico da utilizzarsi nel corso dell’intero ciclo dell’intervento di recupero.

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