๐—–๐—ข๐—Ÿ๐—ฃ๐—” ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐—ก๐—ข๐—ฅ๐— ๐—˜ ๐—ข ๐——๐—˜๐—œ ๐—ง๐—˜๐—–๐—ก๐—œ๐—–๐—œ? ๐—Ÿโ€™๐—˜๐—ค๐—จ๐—œ๐—ฉ๐—ข๐—–๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—จ๐—ก๐—œ ๐—˜๐—ก ๐Ÿต๐Ÿต๐Ÿด ๐—ก๐—˜๐—œ ๐—–๐—”๐—ฃ๐—œ๐—ง๐—ข๐—Ÿ๐—”๐—ง๐—œ ๐——๐—œ ๐—ฅ๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”๐—จ๐—ฅ๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐— ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—˜ ๐—ฆ๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—–๐—›๐—˜


Dopo tanti anni, passati a osservare cantieri e murature storiche devo riconoscere che il problema non sono le norme.

Il problema siamo noi tecnici e troppo spesso la norma diventa un alibi.

Invece di studiare il comportamento della muratura, di osservare i materiali, di capire come funzionano davvero i muri, preferiamo affidarci a un numero scritto nel capitolato.

Le baneli classi M o CS diventano scorciatoie: un parametro semplice che evita di porsi la domanda piรน importante.

โ€œ๐‘ธ๐’–๐’†๐’”๐’•๐’‚ ๐’Ž๐’‚๐’๐’•๐’‚ ๐’†ฬ€ ๐’„๐’๐’Ž๐’‘๐’‚๐’•๐’Š๐’ƒ๐’Š๐’๐’† ๐’„๐’๐’ ๐’๐’‚ ๐’Ž๐’–๐’“๐’‚๐’•๐’–๐’“๐’‚ ๐’”๐’– ๐’„๐’–๐’Š ๐’๐’‚ ๐’”๐’•๐’ ๐’‚๐’‘๐’‘๐’๐’Š๐’„๐’‚๐’๐’…๐’?โ€

Da decenni cerco di richiamare lโ€™attenzione su queste contraddizioni, proponendo criteri tecnologici piรน coerenti con il comportamento reale delle murature storiche.

Ma รจ evidente che queste riflessioni richiedono studio, confronto e una certa fatica intellettuale; รจ molto piรน semplice seguire strade giร  tracciate dallโ€™industria dei materiali, che ha tutto lโ€™interesse a trasformare la complessitร  dei muri storici in parametri facili da classificare e da vendere.

Cosรฌ nei capitolati continua a comparire quelle formuline apparentemente rassicuranti: malta classe M10 o M15 o ancora peggio CSII.

Peccato che i muri non leggano le norme!

I muri reagiscono ai materiali che gli metti addosso e prima o poi presentano il conto per questa inaccettabile pigrizia.

๐Ÿ‘‰๐Ÿ‘‰๐Ÿ‘‰ ๐—ฆ๐—ฒ ๐˜€๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฎ๐˜ƒ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ ๐˜€๐—ถ ๐˜€๐—ฏ๐—ฎ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ, ๐—น๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ฒ๐˜๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐˜€๐—ฒ๐—ด๐˜‚๐—ถ๐˜๐—ผ.โ€ฆ.

๐—Ÿ๐—˜ ๐—ก๐—ข๐—ฅ๐— ๐—˜ ๐—จ๐—ก๐—œ ๐—–๐—›๐—˜ ๐——๐—”๐—ก๐—ก๐—˜๐—š๐—š๐—œ๐—”๐—ก๐—ข ๐—Ÿ๐—˜ ๐— ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—˜ ๐—ฆ๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—–๐—›๐—˜; ๐—ค๐—จ๐—”๐—ก๐——๐—ข ๐—ก๐—ข๐—ฅ๐— ๐—˜ ๐—ฆ๐—–๐—ฅ๐—œ๐—ง๐—ง๐—˜ ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ ๐— ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—˜ ๐— ๐—ข๐——๐—˜๐—ฅ๐—ก๐—˜ ๐—œ๐—ก๐—ฉ๐—”๐——๐—ข๐—ก๐—ข ๐—œ ๐—–๐—”๐—ฃ๐—œ๐—ง๐—ข๐—Ÿ๐—”๐—ง๐—œ ๐——๐—œ ๐—ฅ๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”๐—จ๐—ฅ๐—ข

Negli ultimi anni รจ diventato sempre piรน frequente leggere nei capitolati di interventi sul costruito esistente prescrizioni di questo tipo:

malta classe M10 – malta classe M15

secondo la UNI EN 998-2.

Il parametro sembra sufficiente a qualificare la malta e a garantire la correttezza tecnica dellโ€™intervento.

Il problema รจ che non lo รจ affatto.

E soprattutto non lo รจ quando si parla di restauro o recupero edilizio.

๐—จ๐—ก ๐—˜๐—ค๐—จ๐—œ๐—ฉ๐—ข๐—–๐—ข: ๐——๐—จ๐—˜ ๐—ฆ๐—œ๐—ฆ๐—ง๐—˜๐— ๐—œ ๐——๐—œ ๐—–๐—Ÿ๐—”๐—ฆ๐—ฆ๐—œ๐—™๐—œ๐—–๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜ ๐——๐—œ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ฆ๐—œ

La confusione nasce anche dal fatto che la norma UNI EN 998 รจ composta da due parti distinte, che riguardano materiali con funzioni completamente diverse.

UNI EN 998-1 – malte per intonaci interni ed esterni

UNI EN 998-2 – malte per murature

Le due norme utilizzano entrambe classificazioni basate sulla resistenza meccanica, ma con significati tecnici completamente differenti.

Nella UNI EN 998-1, relativa agli intonaci, la resistenza a compressione รจ espressa attraverso le classi:

CS I

CS II

CS III

CS IV

Queste classi indicano il campo di resistenza del prodotto, ma non hanno alcuna relazione diretta con il comportamento della muratura su cui verrร  applicato.

Sono semplicemente categorie prestazionali di prodotto.

La UNI EN 998-2, invece, riguarda un materiale completamente diverso: le malte da muratura, cioรจ quelle utilizzate per allettare e collegare gli elementi costruttivi della parete.

Qui la classificazione della resistenza รจ espressa con le classi:

M1

M2,5

M5

M10

M15

M20

In questo caso la resistenza meccanica non descrive un rivestimento superficiale, ma la capacitร  della malta di partecipare al comportamento meccanico della muratura.

Si tratta quindi di un parametro strutturale del giunto di muratura.

Il problema nasce quando queste due classificazioni, CS per gli intonaci e M per le murature, vengono utilizzate senza distinguere il contesto tecnico a cui appartengono.

Nei capitolati accade spesso di trovare:

โ€ข riferimenti generici alla UNI EN 998

โ€ข prescrizioni basate esclusivamente sulla classe di resistenza

โ€ข indicazioni che mescolano implicitamente le logiche delle due norme.

Il risultato รจ che la resistenza meccanica diventa il parametro dominante, anche in contesti in cui dovrebbe essere invece un parametro da controllare verso il basso.

Nel restauro delle murature storiche, infatti, il problema non รจ quasi mai ottenere materiali piรน resistenti, ma trovare un equilibrio meccanico compatibile con supporti spesso deboli e deformabili.

๐—Ÿโ€™๐—”๐—ฆ๐—ฃ๐—˜๐—ง๐—ง๐—ข ๐—–๐—›๐—˜ ๐—ค๐—จ๐—”๐—ฆ๐—œ ๐—ก๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—จ๐—ก๐—ข ๐—ก๐—ข๐—ง๐—” ๐—ก๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—จ๐—ก๐—œ ๐—˜๐—ก ๐Ÿต๐Ÿต๐Ÿด

La UNI EN 998-1 e la UNI EN 998-2 sono norme di prodotto.

Questo significa una cosa molto precisa:

non sono norme di progettazione.

Cosa significa realmente โ€œnorma di prodottoโ€

Una norma di prodotto serve a:

โ€ข classificare i materiali

โ€ข stabilire metodi di prova

โ€ข definire categorie prestazionali.

Serve quindi a dire:

questo prodotto ha determinate prestazioni misurabili.

Ma non dice:

โ€ข quando usarlo

โ€ข dove usarlo

โ€ข se รจ compatibile con un certo supporto.

E qui nasce il grande equivoco nei capitolati

Molti tecnici usano le classi CS e M come se fossero indicazioni progettuali.

Ma la norma non lo dice.

La norma dice solo:

se una malta ha queste caratteristiche, rientra in questa classe.

In altre parole

La UNI EN 998 รจ una norma di prodotto.

Classifica le malte in base a determinate prestazioni misurabili.

Non รจ una norma di progettazione degli interventi.

Quando una classificazione di prodotto viene utilizzata come criterio progettuale per il restauro delle murature storiche nasce inevitabilmente un equivoco tecnico.

๐—–๐—ข๐—ฆ๐—” ๐—ฆ๐—œ ๐—œ๐—ก๐—ง๐—˜๐—ก๐——๐—˜ ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ โ€œ๐— ๐—”๐—Ÿ๐—ง๐—˜ ๐——๐—” ๐— ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—””?

Quando la UNI EN 998-2 parla di malte da muratura non si riferisce genericamente a una malta utilizzata su una muratura esistente.

Il termine indica in modo preciso le malte utilizzate per costruire la muratura, cioรจ quelle impiegate nei giunti di allettamento tra gli elementi murari.

Si tratta delle malte che collegano tra loro:

โ€ข mattoni

โ€ข blocchi

โ€ข pietre

โ€ข elementi artificiali o naturali.

La loro funzione รจ quindi costruttiva e strutturale.

Devono infatti:

โ€ข distribuire i carichi tra gli elementi della muratura

โ€ข compensare le irregolaritร  dimensionali dei blocchi

โ€ข garantire lโ€™adesione tra gli elementi

โ€ข contribuire al comportamento meccanico della parete.

Per questo motivo la norma classifica queste malte principalmente sulla base della resistenza a compressione.

รˆ perรฒ essenziale chiarire un punto spesso ignorato:

la UNI EN 998-2 non nasce per il restauro delle murature storiche.

รˆ una norma pensata per malte industriali destinate alla costruzione di murature nuove, realizzate con elementi prodotti con caratteristiche meccaniche controllate.

Non affronta invece problematiche tipiche del costruito storico, come:

โ€ข murature eterogenee

โ€ข materiali lapidei teneri

โ€ข presenza di umiditร  persistente

โ€ข compatibilitร  chimico-fisica con leganti tradizionali.

Applicare automaticamente questi criteri al restauro significa trasferire logiche pensate per lโ€™edilizia contemporanea a edifici che appartengono a culture costruttive completamente diverse.

๐—จ๐—ก ๐—ฃ๐—ฅ๐—œ๐—ก๐—–๐—œ๐—ฃ๐—œ๐—ข ๐—–๐—ข๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—จ๐—ง๐—ง๐—œ๐—ฉ๐—ข ๐—ฆ๐—ฃ๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—ข ๐——๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—œ๐—–๐—”๐—ง๐—ข

Nella tradizione delle murature storiche esiste un principio molto semplice:

la malta deve essere piรน debole dellโ€™elemento murario.

La malta di allettamento serve infatti a:

โ€ข compensare le irregolaritร  degli elementi

โ€ข distribuire le tensioni

โ€ข assorbire piccole deformazioni del sistema murario.

Per svolgere questa funzione deve essere piรน deformabile e meno resistente rispetto ai materiali che collega.

Quando invece la malta diventa piรน rigida e piรน resistente della muratura, lโ€™equilibrio del sistema si altera.

Le deformazioni non vengono piรน assorbite dal giunto, ma trasferite direttamente agli elementi murari, con il rischio di:

โ€ข fessurazioni

โ€ข distacchi

โ€ข rotture localizzate.

๐—œ๐—Ÿ ๐—ฃ๐—ฅ๐—ข๐—•๐—Ÿ๐—˜๐— ๐—” ๐——๐—˜๐—œ ๐—Ÿ๐—˜๐—š๐—”๐—ก๐—ง๐—œ

Un altro aspetto che la classificazione della norma non considera riguarda la natura dei leganti.

Due malte entrambe classificate M10 possono essere realizzate con:

โ€ข cemento Portland

โ€ข calce idraulica

โ€ข miscele di calce e cemento

โ€ข formulazioni con additivi e polimeri.

Dal punto di vista della norma queste malte risultano equivalenti.

Dal punto di vista tecnologico non lo sono affatto.

Possono avere:

โ€ข rigiditร  molto diverse

โ€ข permeabilitร  al vapore opposte

โ€ข comportamenti igrometrici incompatibili.

Eppure, nei capitolati contemporanei questa distinzione scompare quasi sempre.

๐—œ๐—Ÿ ๐—ฃ๐—”๐—ฅ๐—”๐——๐—ข๐—ฆ๐—ฆ๐—ข ๐—ก๐—˜๐—œ ๐—–๐—”๐—ฃ๐—œ๐—ง๐—ข๐—Ÿ๐—”๐—ง๐—œ ๐——๐—œ ๐—ฅ๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”๐—จ๐—ฅ๐—ข

Nel linguaggio dei capitolati si รจ progressivamente affermato un automatismo molto diffuso:

piรน resistenza = maggiore qualitร .

Cosรฌ si prescrivono malte M10 o M15 come se lโ€™aumento della resistenza fosse automaticamente un vantaggio.

Sulle murature esistenti questo ragionamento puรฒ essere tecnologicamente devastante.

Una malta troppo rigida puรฒ generare:

โ€ข concentrazione delle tensioni

โ€ข cavillature diffuse

โ€ข distacchi dellโ€™intonaco

โ€ข degrado accelerato del supporto murario.

Nel tentativo di rendere la malta piรน resistente si finisce spesso per danneggiare il muro.

๐—œ๐—Ÿ ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ข ๐—ฃ๐—ฅ๐—ข๐—•๐—Ÿ๐—˜๐— ๐—”: ๐—Ÿโ€™๐—”๐—ฆ๐—ฆ๐—˜๐—ก๐—ญ๐—” ๐——๐—œ ๐—จ๐—ก๐—” ๐—ก๐—ข๐—ฅ๐— ๐—” ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”๐—จ๐—ฅ๐—ข

Anche quando si fa riferimento alla UNI EN 998-1, relativa alle malte per intonaci, rimane una questione fondamentale che raramente viene esplicitata.

Questa norma non nasce per il restauro delle murature storiche.

Nel quadro delle norme europee non esiste oggi una norma specifica che definisca criteri tecnici per gli intonaci destinati al restauro delle murature storiche.

La UNI EN 998-1 รจ una norma di prodotto, concepita per classificare malte industriali nellโ€™edilizia contemporanea.

Classifica i prodotti in base a prestazioni misurabili, ma non stabilisce criteri di compatibilitร  con murature antiche.

Per questo motivo la semplice conformitร  alla norma non garantisce affatto la compatibilitร  con il costruito storico.

In assenza di una norma specifica, la scelta dellโ€™intonaco resta necessariamente affidata alla valutazione tecnica del progettista.

UN RIFERIMENTO NORMATIVO SPESSO IGNORATO: LA CLASSIFICAZIONE DEI LEGANTI

Quando si parla di malte nel restauro delle murature storiche esiste un altro riferimento normativo raramente citato nei capitolati: la norma UNI EN 459-1:2015, che definisce la classificazione delle calci da costruzione.

Questa norma distingue diverse tipologie di leganti a base di calce e ne stabilisce le caratteristiche prestazionali.

Tuttavia, come evidenziato anche nelle indicazioni tecniche per il restauro, tale classificazione non รจ stata concepita specificamente per gli interventi sul costruito storico e non garantisce di per sรฉ la compatibilitร  dei materiali con le murature tradizionali.

Nel quadro normativo attuale, la categoria dei leganti formulati (FL) rappresenta lโ€™unico riferimento che impone la dichiarazione integrale della composizione del legante, consentendo al tecnico un controllo reale e documentabile dei materiali impiegati.

Questo aspetto รจ particolarmente rilevante nel restauro, dove la compatibilitร  tra legante, malta e muratura non puรฒ essere valutata esclusivamente sulla base delle resistenze meccaniche dichiarate, ma deve considerare la composizione mineralogica e il comportamento igrometrico dei materiali.

UNA PROVOCAZIONE TECNICA

Come potrebbe essere scritta una norma per il restauro?

Se il problema รจ davvero lโ€™assenza di un riferimento tecnico specifico, vale la pena fare una provocazione.

Provare almeno a immaginare quali criteri dovrebbe contenere una norma realmente pensata per il costruito storico.

๐—จ๐—ก๐—œ ๐—˜๐—ก ๐Ÿต๐Ÿต๐Ÿด-๐—ฅ (๐—ฏ๐—ผ๐˜‡๐˜‡๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ)

๐— ๐—”๐—Ÿ๐—ง๐—˜ ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”๐—จ๐—ฅ๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐— ๐—จ๐—ฅ๐—”๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—˜ ๐—ฆ๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—–๐—›๐—˜

๐—–๐—ฎ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ

La presente specifica definisce criteri generali per la progettazione e lโ€™impiego di malte e sistemi di intonacatura destinati al restauro e alla manutenzione di murature storiche realizzate con materiali lapidei o laterizi porosi.

๐—ฃ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ถ ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—น๐—ถ

Le malte da restauro devono essere progettate secondo il principio di compatibilitร  con la muratura esistente.

La progettazione non deve essere basata esclusivamente sulla resistenza meccanica del prodotto.

๐—ฅ๐—ฒ๐—พ๐˜‚๐—ถ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ถ

๐—–๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—บ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ

La resistenza della malta non deve essere significativamente superiore a quella della muratura.

๐— ๐—ผ๐—ฑ๐˜‚๐—น๐—ผ ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ผ

Il modulo elastico della malta deve risultare inferiore o comparabile a quello della muratura al fine di evitare concentrazioni di tensione.

๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ฒ๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฎ๐—น ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ

La malta deve garantire elevata permeabilitร  al vapore.

๐—™๐—ฎ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ณ๐˜‚๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ (ฮผ)

Il valore ฮผ deve essere compatibile con la capacitร  traspirante della muratura storica.

๐—ฃ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ฎ

La malta deve presentare elevata porositร  capillare al fine di favorire i processi di evaporazione dellโ€™umiditร .

๐—–๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—น๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ

La natura dei leganti deve risultare compatibile con i materiali storici presenti nella muratura.

๐—Ÿ๐—” ๐——๐—ข๐— ๐—”๐—ก๐——๐—” ๐—–๐—›๐—˜ ๐——๐—ข๐—ฉ๐—ฅ๐—˜๐— ๐— ๐—ข ๐—ฃ๐—ข๐—ฅ๐—–๐—œ ๐——๐—”๐—ฉ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ข

Quando si interviene su murature esistenti, soprattutto su materiali porosi come il tufo, la domanda fondamentale non dovrebbe essere:

โ€œ๐‘ธ๐’–๐’‚๐’ ๐’†ฬ€ ๐’๐’‚ ๐’„๐’๐’‚๐’”๐’”๐’† ๐‘ด ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’Ž๐’‚๐’๐’•๐’‚?โ€

๐’Ž๐’‚ ๐’‘๐’†๐’๐’”๐’‚๐’๐’…๐’ ๐’‚๐’๐’๐’† ๐‘ช๐’‚๐’“๐’•๐’† ๐’…๐’†๐’ ๐‘น๐’†๐’”๐’•๐’‚๐’–๐’“๐’ ๐’…๐’๐’—๐’“๐’†๐’Ž๐’Ž๐’ ๐’‘๐’Š๐’–๐’•๐’•๐’๐’”๐’•๐’ ๐’„๐’‰๐’Š๐’†๐’…๐’†๐’“๐’„๐’Š:

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Finchรฉ questa domanda continuerร  a rimanere fuori dai capitolati, le classi M o CS resteranno soltanto dei parametri normativi e mai una garanzia di qualitร  e compatibilitร  con il patrimonio murario esistente.

Quando una classificazione pensata per murature moderne viene applicata senza riflessione al costruito storico, la tecnologia scompare e resta soltanto un numero scritto nel capitolato.

๐‘ฐ ๐’Ž๐’–๐’“๐’Š ๐’๐’๐’ ๐’๐’†๐’ˆ๐’ˆ๐’๐’๐’ ๐’๐’† ๐’๐’๐’“๐’Ž๐’†.

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