Dopo tanti anni, passati a osservare cantieri e murature storiche devo riconoscere che il problema non sono le norme.
Il problema siamo noi tecnici e troppo spesso la norma diventa un alibi.
Invece di studiare il comportamento della muratura, di osservare i materiali, di capire come funzionano davvero i muri, preferiamo affidarci a un numero scritto nel capitolato.
Le baneli classi M o CS diventano scorciatoie: un parametro semplice che evita di porsi la domanda piรน importante.
โ๐ธ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ฬ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐?โ
Da decenni cerco di richiamare lโattenzione su queste contraddizioni, proponendo criteri tecnologici piรน coerenti con il comportamento reale delle murature storiche.
Ma รจ evidente che queste riflessioni richiedono studio, confronto e una certa fatica intellettuale; รจ molto piรน semplice seguire strade giร tracciate dallโindustria dei materiali, che ha tutto lโinteresse a trasformare la complessitร dei muri storici in parametri facili da classificare e da vendere.
Cosรฌ nei capitolati continua a comparire quelle formuline apparentemente rassicuranti: malta classe M10 o M15 o ancora peggio CSII.
Peccato che i muri non leggano le norme!
I muri reagiscono ai materiali che gli metti addosso e prima o poi presentano il conto per questa inaccettabile pigrizia.
![]()
![]()
๐ฆ๐ฒ ๐๐ถ๐ฒ๐๐ฒ ๐ฑ๐ฎ๐๐๐ฒ๐ฟ๐ผ ๐ถ๐ป๐๐ฒ๐ฟ๐ฒ๐๐๐ฎ๐๐ถ ๐ฎ ๐ฐ๐ฎ๐ฝ๐ถ๐ฟ๐ฒ ๐ฑ๐ผ๐๐ฒ ๐๐ถ ๐๐ฏ๐ฎ๐ด๐น๐ถ๐ฎ, ๐น๐ฒ๐ด๐ด๐ฒ๐๐ฒ ๐ถ๐น ๐๐ฒ๐ด๐๐ถ๐๐ผ.โฆ.
๐๐ ๐ก๐ข๐ฅ๐ ๐ ๐จ๐ก๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐๐๐๐ก๐ข ๐๐ ๐ ๐จ๐ฅ๐๐ง๐จ๐ฅ๐ ๐ฆ๐ง๐ข๐ฅ๐๐๐๐; ๐ค๐จ๐๐ก๐๐ข ๐ก๐ข๐ฅ๐ ๐ ๐ฆ๐๐ฅ๐๐ง๐ง๐ ๐ฃ๐๐ฅ ๐ ๐จ๐ฅ๐๐ง๐จ๐ฅ๐ ๐ ๐ข๐๐๐ฅ๐ก๐ ๐๐ก๐ฉ๐๐๐ข๐ก๐ข ๐ ๐๐๐ฃ๐๐ง๐ข๐๐๐ง๐ ๐๐ ๐ฅ๐๐ฆ๐ง๐๐จ๐ฅ๐ข
Negli ultimi anni รจ diventato sempre piรน frequente leggere nei capitolati di interventi sul costruito esistente prescrizioni di questo tipo:
malta classe M10 – malta classe M15
secondo la UNI EN 998-2.
Il parametro sembra sufficiente a qualificare la malta e a garantire la correttezza tecnica dellโintervento.
Il problema รจ che non lo รจ affatto.
E soprattutto non lo รจ quando si parla di restauro o recupero edilizio.
๐จ๐ก ๐๐ค๐จ๐๐ฉ๐ข๐๐ข: ๐๐จ๐ ๐ฆ๐๐ฆ๐ง๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐ฆ๐ฆ๐๐๐๐๐๐ญ๐๐ข๐ก๐ ๐๐๐ฉ๐๐ฅ๐ฆ๐
La confusione nasce anche dal fatto che la norma UNI EN 998 รจ composta da due parti distinte, che riguardano materiali con funzioni completamente diverse.
UNI EN 998-1 – malte per intonaci interni ed esterni
UNI EN 998-2 – malte per murature
Le due norme utilizzano entrambe classificazioni basate sulla resistenza meccanica, ma con significati tecnici completamente differenti.
Nella UNI EN 998-1, relativa agli intonaci, la resistenza a compressione รจ espressa attraverso le classi:
CS I
CS II
CS III
CS IV
Queste classi indicano il campo di resistenza del prodotto, ma non hanno alcuna relazione diretta con il comportamento della muratura su cui verrร applicato.
Sono semplicemente categorie prestazionali di prodotto.
La UNI EN 998-2, invece, riguarda un materiale completamente diverso: le malte da muratura, cioรจ quelle utilizzate per allettare e collegare gli elementi costruttivi della parete.
Qui la classificazione della resistenza รจ espressa con le classi:
M1
M2,5
M5
M10
M15
M20
In questo caso la resistenza meccanica non descrive un rivestimento superficiale, ma la capacitร della malta di partecipare al comportamento meccanico della muratura.
Si tratta quindi di un parametro strutturale del giunto di muratura.
Il problema nasce quando queste due classificazioni, CS per gli intonaci e M per le murature, vengono utilizzate senza distinguere il contesto tecnico a cui appartengono.
Nei capitolati accade spesso di trovare:
โข riferimenti generici alla UNI EN 998
โข prescrizioni basate esclusivamente sulla classe di resistenza
โข indicazioni che mescolano implicitamente le logiche delle due norme.
Il risultato รจ che la resistenza meccanica diventa il parametro dominante, anche in contesti in cui dovrebbe essere invece un parametro da controllare verso il basso.
Nel restauro delle murature storiche, infatti, il problema non รจ quasi mai ottenere materiali piรน resistenti, ma trovare un equilibrio meccanico compatibile con supporti spesso deboli e deformabili.
๐โ๐๐ฆ๐ฃ๐๐ง๐ง๐ข ๐๐๐ ๐ค๐จ๐๐ฆ๐ ๐ก๐๐ฆ๐ฆ๐จ๐ก๐ข ๐ก๐ข๐ง๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐จ๐ก๐ ๐๐ก ๐ต๐ต๐ด
La UNI EN 998-1 e la UNI EN 998-2 sono norme di prodotto.
Questo significa una cosa molto precisa:
non sono norme di progettazione.
Cosa significa realmente โnorma di prodottoโ
Una norma di prodotto serve a:
โข classificare i materiali
โข stabilire metodi di prova
โข definire categorie prestazionali.
Serve quindi a dire:
questo prodotto ha determinate prestazioni misurabili.
Ma non dice:
โข quando usarlo
โข dove usarlo
โข se รจ compatibile con un certo supporto.
E qui nasce il grande equivoco nei capitolati
Molti tecnici usano le classi CS e M come se fossero indicazioni progettuali.
Ma la norma non lo dice.
La norma dice solo:
se una malta ha queste caratteristiche, rientra in questa classe.
In altre parole
La UNI EN 998 รจ una norma di prodotto.
Classifica le malte in base a determinate prestazioni misurabili.
Non รจ una norma di progettazione degli interventi.
Quando una classificazione di prodotto viene utilizzata come criterio progettuale per il restauro delle murature storiche nasce inevitabilmente un equivoco tecnico.
๐๐ข๐ฆ๐ ๐ฆ๐ ๐๐ก๐ง๐๐ก๐๐ ๐ฃ๐๐ฅ โ๐ ๐๐๐ง๐ ๐๐ ๐ ๐จ๐ฅ๐๐ง๐จ๐ฅ๐”?
Quando la UNI EN 998-2 parla di malte da muratura non si riferisce genericamente a una malta utilizzata su una muratura esistente.
Il termine indica in modo preciso le malte utilizzate per costruire la muratura, cioรจ quelle impiegate nei giunti di allettamento tra gli elementi murari.
Si tratta delle malte che collegano tra loro:
โข mattoni
โข blocchi
โข pietre
โข elementi artificiali o naturali.
La loro funzione รจ quindi costruttiva e strutturale.
Devono infatti:
โข distribuire i carichi tra gli elementi della muratura
โข compensare le irregolaritร dimensionali dei blocchi
โข garantire lโadesione tra gli elementi
โข contribuire al comportamento meccanico della parete.
Per questo motivo la norma classifica queste malte principalmente sulla base della resistenza a compressione.
ร perรฒ essenziale chiarire un punto spesso ignorato:
la UNI EN 998-2 non nasce per il restauro delle murature storiche.
ร una norma pensata per malte industriali destinate alla costruzione di murature nuove, realizzate con elementi prodotti con caratteristiche meccaniche controllate.
Non affronta invece problematiche tipiche del costruito storico, come:
โข murature eterogenee
โข materiali lapidei teneri
โข presenza di umiditร persistente
โข compatibilitร chimico-fisica con leganti tradizionali.
Applicare automaticamente questi criteri al restauro significa trasferire logiche pensate per lโedilizia contemporanea a edifici che appartengono a culture costruttive completamente diverse.
๐จ๐ก ๐ฃ๐ฅ๐๐ก๐๐๐ฃ๐๐ข ๐๐ข๐ฆ๐ง๐ฅ๐จ๐ง๐ง๐๐ฉ๐ข ๐ฆ๐ฃ๐๐ฆ๐ฆ๐ข ๐๐๐ ๐๐ก๐ง๐๐๐๐ง๐ข
Nella tradizione delle murature storiche esiste un principio molto semplice:
la malta deve essere piรน debole dellโelemento murario.
La malta di allettamento serve infatti a:
โข compensare le irregolaritร degli elementi
โข distribuire le tensioni
โข assorbire piccole deformazioni del sistema murario.
Per svolgere questa funzione deve essere piรน deformabile e meno resistente rispetto ai materiali che collega.
Quando invece la malta diventa piรน rigida e piรน resistente della muratura, lโequilibrio del sistema si altera.
Le deformazioni non vengono piรน assorbite dal giunto, ma trasferite direttamente agli elementi murari, con il rischio di:
โข fessurazioni
โข distacchi
โข rotture localizzate.
๐๐ ๐ฃ๐ฅ๐ข๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ง๐
Un altro aspetto che la classificazione della norma non considera riguarda la natura dei leganti.
Due malte entrambe classificate M10 possono essere realizzate con:
โข cemento Portland
โข calce idraulica
โข miscele di calce e cemento
โข formulazioni con additivi e polimeri.
Dal punto di vista della norma queste malte risultano equivalenti.
Dal punto di vista tecnologico non lo sono affatto.
Possono avere:
โข rigiditร molto diverse
โข permeabilitร al vapore opposte
โข comportamenti igrometrici incompatibili.
Eppure, nei capitolati contemporanei questa distinzione scompare quasi sempre.
๐๐ ๐ฃ๐๐ฅ๐๐๐ข๐ฆ๐ฆ๐ข ๐ก๐๐ ๐๐๐ฃ๐๐ง๐ข๐๐๐ง๐ ๐๐ ๐ฅ๐๐ฆ๐ง๐๐จ๐ฅ๐ข
Nel linguaggio dei capitolati si รจ progressivamente affermato un automatismo molto diffuso:
piรน resistenza = maggiore qualitร .
Cosรฌ si prescrivono malte M10 o M15 come se lโaumento della resistenza fosse automaticamente un vantaggio.
Sulle murature esistenti questo ragionamento puรฒ essere tecnologicamente devastante.
Una malta troppo rigida puรฒ generare:
โข concentrazione delle tensioni
โข cavillature diffuse
โข distacchi dellโintonaco
โข degrado accelerato del supporto murario.
Nel tentativo di rendere la malta piรน resistente si finisce spesso per danneggiare il muro.
๐๐ ๐ฉ๐๐ฅ๐ข ๐ฃ๐ฅ๐ข๐๐๐๐ ๐: ๐โ๐๐ฆ๐ฆ๐๐ก๐ญ๐ ๐๐ ๐จ๐ก๐ ๐ก๐ข๐ฅ๐ ๐ ๐ฃ๐๐ฅ ๐๐ ๐ฅ๐๐ฆ๐ง๐๐จ๐ฅ๐ข
Anche quando si fa riferimento alla UNI EN 998-1, relativa alle malte per intonaci, rimane una questione fondamentale che raramente viene esplicitata.
Questa norma non nasce per il restauro delle murature storiche.
Nel quadro delle norme europee non esiste oggi una norma specifica che definisca criteri tecnici per gli intonaci destinati al restauro delle murature storiche.
La UNI EN 998-1 รจ una norma di prodotto, concepita per classificare malte industriali nellโedilizia contemporanea.
Classifica i prodotti in base a prestazioni misurabili, ma non stabilisce criteri di compatibilitร con murature antiche.
Per questo motivo la semplice conformitร alla norma non garantisce affatto la compatibilitร con il costruito storico.
In assenza di una norma specifica, la scelta dellโintonaco resta necessariamente affidata alla valutazione tecnica del progettista.
UN RIFERIMENTO NORMATIVO SPESSO IGNORATO: LA CLASSIFICAZIONE DEI LEGANTI
Quando si parla di malte nel restauro delle murature storiche esiste un altro riferimento normativo raramente citato nei capitolati: la norma UNI EN 459-1:2015, che definisce la classificazione delle calci da costruzione.
Questa norma distingue diverse tipologie di leganti a base di calce e ne stabilisce le caratteristiche prestazionali.
Tuttavia, come evidenziato anche nelle indicazioni tecniche per il restauro, tale classificazione non รจ stata concepita specificamente per gli interventi sul costruito storico e non garantisce di per sรฉ la compatibilitร dei materiali con le murature tradizionali.
Nel quadro normativo attuale, la categoria dei leganti formulati (FL) rappresenta lโunico riferimento che impone la dichiarazione integrale della composizione del legante, consentendo al tecnico un controllo reale e documentabile dei materiali impiegati.
Questo aspetto รจ particolarmente rilevante nel restauro, dove la compatibilitร tra legante, malta e muratura non puรฒ essere valutata esclusivamente sulla base delle resistenze meccaniche dichiarate, ma deve considerare la composizione mineralogica e il comportamento igrometrico dei materiali.
UNA PROVOCAZIONE TECNICA
Come potrebbe essere scritta una norma per il restauro?
Se il problema รจ davvero lโassenza di un riferimento tecnico specifico, vale la pena fare una provocazione.
Provare almeno a immaginare quali criteri dovrebbe contenere una norma realmente pensata per il costruito storico.
๐จ๐ก๐ ๐๐ก ๐ต๐ต๐ด-๐ฅ (๐ฏ๐ผ๐๐๐ฎ ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐๐ผ๐ฐ๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ๐ฎ)
๐ ๐๐๐ง๐ ๐ฃ๐๐ฅ ๐๐ ๐ฅ๐๐ฆ๐ง๐๐จ๐ฅ๐ข ๐๐๐๐๐ ๐ ๐จ๐ฅ๐๐ง๐จ๐ฅ๐ ๐ฆ๐ง๐ข๐ฅ๐๐๐๐
๐๐ฎ๐บ๐ฝ๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ฎ๐ฝ๐ฝ๐น๐ถ๐ฐ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ
La presente specifica definisce criteri generali per la progettazione e lโimpiego di malte e sistemi di intonacatura destinati al restauro e alla manutenzione di murature storiche realizzate con materiali lapidei o laterizi porosi.
๐ฃ๐ฟ๐ถ๐ป๐ฐ๐ถ๐ฝ๐ถ ๐ด๐ฒ๐ป๐ฒ๐ฟ๐ฎ๐น๐ถ
Le malte da restauro devono essere progettate secondo il principio di compatibilitร con la muratura esistente.
La progettazione non deve essere basata esclusivamente sulla resistenza meccanica del prodotto.
๐ฅ๐ฒ๐พ๐๐ถ๐๐ถ๐๐ถ ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐๐๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐น๐ถ
๐๐ผ๐บ๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ๐๐ฎฬ ๐บ๐ฒ๐ฐ๐ฐ๐ฎ๐ป๐ถ๐ฐ๐ฎ
La resistenza della malta non deve essere significativamente superiore a quella della muratura.
๐ ๐ผ๐ฑ๐๐น๐ผ ๐ฒ๐น๐ฎ๐๐๐ถ๐ฐ๐ผ
Il modulo elastico della malta deve risultare inferiore o comparabile a quello della muratura al fine di evitare concentrazioni di tensione.
๐ฃ๐ฒ๐ฟ๐บ๐ฒ๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฎ๐น ๐๐ฎ๐ฝ๐ผ๐ฟ๐ฒ
La malta deve garantire elevata permeabilitร al vapore.
๐๐ฎ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฑ๐ถ๐ณ๐ณ๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ฎ๐ฝ๐ผ๐ฟ๐ฒ (ฮผ)
Il valore ฮผ deve essere compatibile con la capacitร traspirante della muratura storica.
๐ฃ๐ผ๐ฟ๐ผ๐๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฎ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐๐ฎ
La malta deve presentare elevata porositร capillare al fine di favorire i processi di evaporazione dellโumiditร .
๐๐ผ๐บ๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฑ๐ฒ๐ถ ๐น๐ฒ๐ด๐ฎ๐ป๐๐ถ
La natura dei leganti deve risultare compatibile con i materiali storici presenti nella muratura.
๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐ก๐๐ ๐๐๐ ๐๐ข๐ฉ๐ฅ๐๐ ๐ ๐ข ๐ฃ๐ข๐ฅ๐๐ ๐๐๐ฉ๐ฉ๐๐ฅ๐ข
Quando si interviene su murature esistenti, soprattutto su materiali porosi come il tufo, la domanda fondamentale non dovrebbe essere:
โ๐ธ๐๐๐ ๐ฬ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ด ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐?โ
๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐ช๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐น๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐:
โ๐ธ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ฬ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐?โ
Finchรฉ questa domanda continuerร a rimanere fuori dai capitolati, le classi M o CS resteranno soltanto dei parametri normativi e mai una garanzia di qualitร e compatibilitร con il patrimonio murario esistente.
Quando una classificazione pensata per murature moderne viene applicata senza riflessione al costruito storico, la tecnologia scompare e resta soltanto un numero scritto nel capitolato.
๐ฐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐.
๐ฐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐!
