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Non me ne vogliano soprintendenti e puristi del conservazionismo integrale, ma per alcune strutture murarie edificate in tufo, diventa assolutamente necessario applicare questo concetto progettuale.

Quindi, in affiancamento alle collaudate tecniche tradizionali, sono sempre piΓΉ numerosi gli interventi di rinforzo e consolidamento con materiali leggeri, resistenti e poco invasivi come i sistemi FRP o FRCM certificati CVT (certificato validitΓ tecnica) che prevedono lβimpiego di tessuti in fibra di carbonio e di vetro ma, nel caso specifico del restauro strutturale, da eseguirsi con modalitΓ ed accortezze tali da renderli il meno possibile invasivi ed il piΓΉ possibile compatibili con i supporti storici esistenti, nel pieno rispetto chimico, fisico e meccanico dei supporti e delle materie costituenti lβoggetto dellβintervento.

Potrei definire il moderno restauro strutturale come lβintegrazione tra alcuni storici metodi di consolidamento, conosciuti ed applicati da secoli e che risultano tuttora straordinariamente efficaci, con tecniche e materiali moderni e innovativi, sapientemente selezionati e correttamente applicati nel rispetto della regola dellβarte.

Gli attuali interventi di restauro strutturale che si propongono, mirano anche al miglioramento delle tecniche tradizionali, con specifiche sostituzioni materiche, come per esempio l’acciaio inox o la VTR (vetroresina) al posto del ferro per le catene, o gli ultimissimi FRC microcalcestruzzi armati con fibre metalliche tali da sostituire le armature tradizionali nei jacket di rinforzo, ma anche al perfezionamento dei recenti interventi del 900 o del dopoguerra, con il rimpiazzo delle malte cementizie con malte premiscelate, anche strutturali, completamente esenti da cementi, formulate con leganti idraulici derivati da calce aerea opportunamente idraulicizzata con zeoliti micronizzate reattive (pozzolana), che presentano resistenze βdolciβ (< M10) e compatibili per questa tipologia di supporti murari.

Queste malte vengono impiegate per il consolidamento dei paramenti mediante scuci e cuci, CRM (intonaci armati), per la rabboccatura profonda delle fughe tra i conci, per la regolarizzazione complanare (letto di posa) dei supporti murari destinati a ricevere rinforzi in FRP (quindi con il successivo impiego di resine epossidiche) ma anche per eseguire direttamente rinforzi con il sistema FRCM (quindi senza resine epox), avendo sempre l’accortezza di attendere i relativi tempi medio lunghi di maturazione di queste malte impiegate per la regolarizzazione del sottofondo o per inglobare direttamente tessuti di rinforzo.

Con queste regole e procedure particolari, si riesce meglio a rispettare e tutelare gli elementi murari a volte di pregio storico artistico, migliorando la leggibilitΓ delle fasi manutentive.
Ritengo che la prossima evoluzione del restauro strutturale, considererΓ sempre di piu l’aggiunta di questi indispensabili interventi di rinforzo, da integrare in stratificazioni storiche inserite in un processo evolutivo perfettamente naturale per un edificio dalla storia secolare.

Come sempre sono a vostra disposizione per confronti tecnici o tecnologici o anche economici di computo, per valutare la fattibilitΓ progettuale, l’assistenza al calcolo strutturale, l’indicazione dei vari cicli applicativi, con relative voci di capitolato ed analisi dei prezzi (NP), per un’offerta economica dellβeventuale acquisto dei singoli materiali proposti o anche per la segnalazione di posatori specializzati inseriti nell’albo certificato dall’Istituto Giordano o solo per prestare la necessaria assistenza in cantiere alla vostra maestranza al fine di garantire la corretta posa.
