RIPARAZIONE DEL CALCESTRUZZO ARMATO NEL CIVILE ORDINARIO: DAL CICLO COMUNE AL CRITERIO BRAD


Nella riparazione del calcestruzzo armato nel civile ordinario si interviene spesso su elementi minuti, discontinui, apparentemente semplici: frontini di balconi, sottobalconi, travetti di solai in laterocemento, piccole porzioni corticali degradate di travi o pilastri, parti di copriferro distaccate o fessurate.

Sono lavorazioni molto diffuse, ma proprio per questo spesso trattate come interventi ordinari, quasi automatici, nei quali si procede rimuovendo le parti ammalorate, applicando un passivante sulle armature visibili, ricostruendo il copriferro con malta da ripristino e completando con rasatura e pittura.

Questo modo di procedere è talmente consolidato da essere diventato, in molti cantieri, una specie di schema ripetuto.

Il problema è che non sempre lo schema ripetuto coincide con una reale lettura del degrado.

In particolare, quando la corrosione delle armature ha già prodotto espulsioni, fessurazioni, distacchi e perdita di continuità del copriferro, la sola protezione localizzata del ferro accessibile rischia di lasciare in secondo piano il comportamento dell’intera zona di riparazione, cioè il rapporto tra vecchio calcestruzzo, armature, nuovo riporto, acqua, ossigeno e successive finiture.

La tavola del ciclo comune sintetizza proprio questa impostazione: il trattamento protettivo è concentrato soprattutto in corrispondenza delle armature accessibili, mentre la ricostruzione successiva tende a ricomporre la geometria dell’elemento.

È una procedura nota, frequentemente adottata e spesso considerata sufficiente.

Tuttavia, nelle osservazioni di cantiere, soprattutto nel civile ordinario, non è raro riscontrare riparazioni che dopo pochi anni ripresentano fessurazioni, ossidazioni emergenti, distacchi localizzati o nuovi fenomeni di degrado ai margini della zona trattata.

Da queste osservazioni nasce il criterio BRAD, acronimo di Barriera, Ripresa Adesiva, Duttilità.

Non si tratta di un prodotto commerciale e non vuole essere un sistema chiuso, ma un criterio tecnologico applicativo per la riparazione protettiva del calcestruzzo armato nel civile ordinario.

La sua impostazione parte da una domanda semplice: perché continuare a riparare il calcestruzzo armato con lo stesso criterio applicativo che, in molte situazioni ricorrenti, non ha garantito una durabilità soddisfacente?

Nel criterio BRAD le tre funzioni non vengono considerate separatamente; la barriera protettiva ad acqua e gas non riguarda soltanto il ferro, ma l’intera zona dell’intervento.

La ripresa adesiva non è una condizione lasciata alla sola capacità della malta di aggrapparsi al supporto, ma diventa una funzione da governare in modo esplicito.

La duttilità, infine, non è un dettaglio secondario, perché nel civile ordinario le riparazioni avvengono spesso su supporti vecchi, disomogenei, con geometrie irregolari, spessori variabili e condizioni ambientali non sempre controllabili.

La differenza principale rispetto al ciclo comune è quindi nella lettura della zona di intervento: non si protegge soltanto ciò che si vede del ferro, ma si cerca di creare una continuità di protezione e di adesione sull’intera superficie preparata, prima della ricostruzione con malta a comportamento più duttile e del completamento con finitura minerale compatibile.

Nel criterio BRAD la preparazione del supporto assume un ruolo decisivo, la rimozione delle parti incoerenti e la pulizia delle armature non possono essere considerate operazioni secondarie, perché da esse dipende la reale continuità del sistema applicativo.

Quando le condizioni dell’intervento lo consentono, la sabbiatura o altra preparazione meccanica equivalente rappresentano la modalità più coerente per ottenere una superficie pulita, ruvida e idonea alla successiva applicazione del trattamento barriera e della ripresa adesiva.

In assenza di una preparazione adeguata, anche il migliore ciclo applicativo rischia di diventare una sovrapposizione di materiali su un supporto non realmente pronto a riceverli.

La tavola BRAD mostra questa diversa impostazione: stesso supporto, stesso degrado di partenza, ma diversa logica applicativa.

Il criterio è pensato per la riparazione protettiva e ricostruttiva di elementi in calcestruzzo armato nel civile ordinario, non per interventi infrastrutturali, opere massive, strutture precompresse, ambienti aggressivi severi o casi nei quali la riparazione sia preparatoria a successivi rinforzi strutturali collaboranti.

In questi ultimi casi entrano in gioco valutazioni diverse, con responsabilità progettuali, controlli e requisiti prestazionali non sovrapponibili alla normale manutenzione del costruito civile.

La documentazione pubblica allegata a questo articolo comprende due elaborati: la definizione del criterio BRAD e il relativo protocollo tecnico applicativo.

Il primo documento inquadra il ragionamento tecnologico, il campo di applicazione e le motivazioni che hanno portato alla formulazione del criterio.

Il secondo documento definisce una sequenza applicativa e alcuni controlli minimi in corso d’opera, lasciando naturalmente al progettista, alla Direzione Lavori e alle figure tecniche responsabili la valutazione del singolo caso, dello stato reale dell’elemento, delle armature, del calcestruzzo, delle condizioni ambientali e dei prodotti effettivamente impiegati.

PDF: DEFINIZIONE CRITERIO BRAD

PDF: PROTOCOLLO TECNICO APPLICATIVO CRITERIO BRAD

La voce di capitolato e l’analisi prezzi non vengono pubblicate direttamente in questa pagina, perché hanno un valore operativo diverso rispetto ai documenti di definizione e protocollo.

Sono disponibili su richiesta per progettisti, direttori dei lavori, imprese e committenze interessate a una possibile applicazione del criterio, con indicazione dell’intervento o del contesto nel quale si intende impiegarle.

Questa scelta non nasce dalla volontà di rendere meno accessibile il ragionamento tecnico, che resta invece pubblicamente consultabile, ma dalla necessità di evitare un uso meccanico di documenti che devono essere sempre adattati al caso reale.

Un capitolato e un’analisi prezzi non sono formule astratte da copiare, ma strumenti da verificare rispetto al manufatto, al computo metrico, alle lavorazioni preliminari, alle condizioni di cantiere, alle schede tecniche aggiornate dei prodotti, ai costi della manodopera e alle responsabilità delle figure coinvolte.

Il criterio BRAD non pretende quindi di sostituire la diagnosi, il progetto o la Direzione Lavori, ma nasce proprio dalla necessità di riportare anche le riparazioni apparentemente ordinarie di elementi e manufatti in calcestruzzo armato dentro una lettura più attenta del supporto, della corrosione, dell’interfaccia tra vecchio e nuovo materiale e della durabilità del ciclo applicativo.

Prima la diagnosi, poi le soluzioni, anche quando l’intervento sembra piccolo, ripetitivo o già conosciuto.