Condensa; come controllare le superfici di posa prima della posa


In fisica la condensazione è la transizione esotermica dalla fase aeriforme alla fase liquida.

condensa

 

Semplificando in sintesi edile, la condensa è quel fenomeno che si manifesta nelle abitazioni in funzione della natura dell’involucro edile, delle circostanze abitative e delle condizioni climatiche esterne/interne.

Il fenomeno fisico risulta più evidente su materiali freddi e compatti, come metalli e vetro, meno su materiali caldi e porosi come mattoni, intonaci e legni.

Ma se per i materiali freddi le conseguenze possono essere anche trascurate, per i materiali porosi possono diventare determinanti.

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La condensazione genera infatti terreno fertile per la crescita, la colonizzazione e la proliferazione di microrganismi (muffe, alghe e funghi), con i conseguenti disagi estetici, di malessere ambientale e di diminuzione del confort igienico salutare (volatilizzazione e aspirazione delle spore da parte degli abitanti).

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Inoltre nei materiali edili bagnati, si riduce sensibilmente il potere isolante, con il derivato peggioramento dell’efficientamento energetico acquisito.

Ma in questa nota, mi rivolgo in particolare alla necessità di controllare la condizione dei supporti di posa, propedeutica all’applicazione di riporti sottili, rivestimenti, pitture, vernici etc etc.

Quindi, valutare la natura del materiale, il tipo di superficie, la trasmittanza termica, la temperatura superficiale, l’umidità e in particolare il “punto di rugiada”.

Piccolo manuale di controllo delle superfici di posa

Per eseguire correttamente l’applicazione di qualsiasi materiale su di un supporto di posa è importante stabilire che questo sia nelle condizioni di ricevere il prodotto scelto.

Nella preparazione dei substrati di posa, interni ed esterni, alcune volte non è sufficiente applicare, senza controllo preventivo, rasanti e stucchi, ma è necessario verificare che il piano di lavoro sia al di fuori del pericoloso “punto di rugiada”.

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Uno dei titoli più esposti a questo genere di problemi sono le resine epossidiche e poliuretaniche, applicate in continuo su pavimentazioni cementizie o su vecchie pavimentazioni, sotto forma di verniciatura o in riporti autolivellanti.

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Esiste una regola; per procedure con l’applicazione la temperatura del sottofondo deve sempre superare di almeno 3 °C la temperatura del punto di rugiada

Il punto di rugiada è la temperatura per la quale si crea la condensazione dell’aria in acqua in funzione dell’umidità relativa e della temperatura dell’aria.

termometro digitale

Il punto rugiada può essere definito con specifico strumento elettronico (Termometro a infrarossi), oppure manualmente utilizzando la tabella in calce, procedendo come segue;

  1. Misurare la temperatura dell’aria
  2. Misurare l’umidità relativa
  3. Misurare la temperatura del supporto
  4. Determinare la temperatura del punto rugiada
  5. Verificare che la temperatura del supporto sia almeno 3°C superiore al punto rugiada

 Esempio pratico evidenziato in giallo in tabella;

  • Temperatura aria +15°C
  • Umidità relativa 80%
  • Temperatura supporto +12°C
  • Punto di rugiada +11.69°C
  • Aggiunta 3°C = +14.69°C

Risultato;

+12°C temperatura supporto < +14.69°C temperatura punto rugiada + 3°C

—– ATTENZIONE APPLICAZIONE NON POSSIBILE —–

tabella-condensa

 Scaricate la tabella e archiviatela sul vostro smartphone.

 Nota: la norma UNI EN ISO13788 “Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia – Temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e condensazione interstiziale” fornisce alcuni metodi per la valutazione del rischio di condensazione interstiziale dovuta alla diffusione del vapore acqueo.

Tale metodo deve essere considerato come una generica valutazione poco affidabile come infatti la stessa norma riporta “…il metodo può essere applicato solo a strutture nelle quali questi fenomeni possono essere considerati trascurabili”.

Infatti la norma non tiene conto della variazione delle proprietà dei materiali in funzione del contenuto di umidità allo stato liquido all’interno dei materiali, del fenomeno della risalita capillare, del trasporto di umidità allo stato liquido all’interno dei materiali, del movimento dell’aria nei componenti attraverso fessure o intercapedini, della capacità igroscopica dei materiali.

Vengono inoltre trascurati i valori di scambio di calore latente, dell’effetto delle radiazioni termiche e delle precipitazioni meteoriche.

Per informazioni più dettagliate relative a materiali speciali idonei alla risoluzione di problematiche relative a condensa, umidità o degradi salini, potete contattarmi direttamente al n° 335 6202221 oppure inviando un messaggio all’indirizzo email lancellotti@edilan.it

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